INTERVISTA AL DIRETTORE GENERALE DELL’OPERA DI ASTANA, DOTT. GALYM AKHMEDYAROV. A cura di Alessandro Tricoli e Marcello Ciola. © domus-europa.eu

Domus Europea ha intervistatoGalym Akhmedyarov, Direttore dell’Opera di Astana, capitale del Kazakistan.

A Cura di Alessandro Tricoli e Marcello Ciola.


- Astana è una capitale in continuo mutamento, caratterizzata da edifici avveniristici e ampi spazi verdi. Il Teatro dell’Opera, con il suo aspetto neo-classico e la grande piazza pavimentata che lo fronteggia, sembra però essere stato concepito secondo motivazioni simboliche del tutto specifiche. Può darci qualche indicazione sugli aspetti figurativi dell’edificio e sul suo ruolo nella città?

- “Il Teatro statale del Opera e del Balletto di Astana è stato inaugurato nel 2013 su iniziativa del Presidente della Repubblica del Kazakistan Nursultan Nazarbayev. All’apertura il capo di stato ha detto: “Un Paese che costruisce fabbriche e autostrade crea una salda base per il futuro. Un Paese che erige ospedali e scuole sta a cuore il futuro del suo popolo per decenni. Paese che costruisce i teatri guarda attraverso i secoli…”
Il Palazzo di “Astana Opera” impressiona non solo per la sua dimensione (64000 m2) ma anche per la grazia architettonica. Il compito principale era unire gli elementi di decoro classico con la funzionalità che corrisponde a un teatro di questo livello.
Il teatro è stato costruito tenendo conto delle migliori tradizioni classiche della architettura mondiale, con caratteristiche locali. L’atrio del teatro è europeo, ma gradualmente diventa kazako nelle altre zone. Dall’inizio c’era desiderio di finalizzare in una certa misura l’uso delle espressioni idiomatiche tradizionali del popolo kazako, stando però nei limiti dello stile classico. In tal caso la miscelazione degli stili ha dato l’opportunità di creare lo stile architettonico che corrisponde ai requisiti espressivi del presente legato alla storia con aspirazione al futuro.”

- L’Opera di Astana raccoglie notevoli consensi e sembra ben proiettata versa il futuro. Secondo Lei come e quanto possono influire l’opera lirica, la musica, la danza, sul carattere di una città e sulla sua promozione a livello internazionale? 

- “Parte della nostra missione è la diffusione dell’arte classica tra la gente del Kazakistan. Nel repertorio abbiamo l’arte nazionale kazaka e questo è molto importante, perché vogliamo presentare questa produzione non solo sul palcoscenico locale,ma anche all’estero. Il nostro paese ha un ricco patrimonio culturale. Inoltre facciamo gli spettacoli dell’arte classica mondiale. Ad oggi abbiamo presentato al nostro pubblico le opere di Verdi, Puccini, Rossini, Tchaikovsky etc.
Nel teatro abbiamo lo studio del balletto per i bambini, coro per bambini, e loro partecipano agli spettacoli. Così instilliamo amore per per l’arte classica fin da piccoli.
Il nostro teatro è giovane, per questo riempiamo il nostro repertorio con gli spettacoli che devono essere nel repertorio di ogni teatro dell’opera che si rispetti. Collaboriamo con tanti teatri: La Scala di Milano, San Carlo, Mariinsky Theatre, Eifman Ballet e gli altri. Vogliamo creare una reputazione stabile, lavorando con i teatri mondiali. Vogliamo essere una parte importante del processo culturale mondiale. Per noi è molto importante far vedere che nel Asia Centrale esiste arte classica di alto livello. “

- Rispetto ad altri importanti teatri internazionali, quali sono a suo avviso le specificità che il Teatro dell’Opera di Astana ha mostrato in questi primi anni di attività?

“Astana Opera ha messo in scena grandi opere di arte nazionale a un livello molto alto, nelle quali hanno partecipato famosi artisti locali e ed esteri. È stato molto simbolico che il teatro è stato inaugurato con un capolavoro della classica nazionale opera “Birzhan-Sarà” di Mukan Tolebaev. L’Anniversario di 100 anni è stato festeggiato ampiamente. La base narrativa di questa opera lirica drammatica è la storia d’amore di un cantante popolare che si chiama Birzhan-sal con una poetessa di talento Sarà. In primo piano emergono i motivi della lotta per la libertà di una persona creative e il diritto di amare ed essere felici. Le canzoni che ispirano sono pregne di amore fervente verso il popolo e dei sogni del suo chiaro futuro. Il 5 dicembre del 2014 aveva luogo la prima del balletto “Karagoz” sulla musica di Gaziza Zhubanova. Nello spettacolo creato in base alla pièce del drammaturgo e scienziato Mukhtar Auezov, dove è stata raccontata la storia d’amore tragico del dolce Karagoz e del cantante-improvvisatore Syrym. Nel 2015, la terza stagione è iniziata con un’altra grande prima clamorosa di uno dei migliori campioni dell’arte musicale del Kazakistan: l’opera “Abai”, creata dai compositori nazionali A.Zhubanov, L. Khamidi., basata sul libretto di M.Auezov. Il protagonista di questa opera è un grande scrittore e filosofo kazako Abai Kunanbaev (1845-1904).”

- Ad Astana sono stati costruiti, da architetti italiani, due edifici completamente diversi da un punto di vista stilistico: il Teatro dell’Opera, realizzato in stile neoclassico dal team di Renato Archetti, e il Kazakhstan Central Concert Hall, progettato dello studio Nicoletti Associati in uno stile modernista molto espressivo. In Kazakistan che immagine si ha dell’Italia? Magari quella di un Paese sospeso fra Modernità e Tradizione come sembrano mostrare i due edifici citati?

- “L’Italia è uno di quei paesi che con il Kazakistan riesce a mantenere in modo armonico le proprie tradizioni con nonché le tendenze moderne. In particolare, bisogna notare che l’Italia è leader al livello mondiale nel mondo del teatro e non solo perché conserva le proprie secolari tradizioni per quanto riguarda la scenografia, i costumi, e gli attrezzi di scena. Il nostro giovane teatro collabora con i teatri e le scuole teatrali principali d’Italia. I cantanti, gli artisti, e il personale delle scuole teatrali apprendono l’esperienza dai maestri italiani. Così i solisti, truccatori, gli artisti hanno fatto lo stage nel accademia del teatro “La scala”.
L’Italia è culla dell’arte di opera, i capolavori dei grandi artisti e compositori sono noti a tutti noi. Con l’apertura del teatro abbiamo avuto la possibilità di poter lavorare con i notevoli artisti e gruppi teatrali italiani. Così nel 2014 la compagnia del balletto della Scala di Milano si è esibita con lo spettacolo “Don Chisciotte” di L.Minkus. Nel balletto è stato coinvolto un gruppo composto da più di 100 persone. Nel luglio 2015 per la prima volta in Kazakistan ha preso luogo la tournée del teatro funzionante più vecchio del mondo: il “San Carlo”. Compagnia del balletto del teatro di Napoli composto da 60 persone ha realizzato il balletto “Giselle” di A.Adan. Questi eventi hanno dato la possibilità di instaurare una collaborazione più stretta.
In questo breve periodo di attività sono venuti cantanti famosi come: Vittorio Grigolo, Massimo Giordano, Alberto Gazale, Alberto Mastromarino, Elia Fabbian, Anna Pirozzi, Claudio Sgura, Luciano Ganci; Solisti di balletto: Antonella Albano, Maurizio Licitra; Conduttori: Antonello Allemandi, Giuseppe Acquaviva, Francesco Ivan Ciampa, Marco Boemi etc.”

- Non solo per gli aspetti architettonici, ma anche a livello di programmi e di collaborazioni artistiche il Teatro dell’Opera di Astana sembra avere un legame particolare con l'Italia. I riferimenti alle opere e ai teatri italiani sono frequentissimi già da una semplice visita al vostro sito internet. Può darci qualche indicazione in proposito?

- “Astana Opera ha stipulato 22 memorandum di collaborazione con i teatri mondiali. Incluso con i teatri italiani: La Scala, San Carlo, Carlo Felice, Teatro dell’opera di Roma, Teatro sociale di Como, Associazione teatrale Emilia-Romagna. Nell’ambito di questa collaborazione sono stati realizzati tanti progetti comuni. Nel gennaio 2015, la compagnia del balletto di Astana Opera si è esibita in tournée sul palcoscenico del teatro Carlo Felice. Gli artisti hanno presentato “Spartacus” di Khachaturian, coreografia di Grigorovich e lo splendido programma di Gala del balletto. Sul palcoscenico del teatro di Genova i nostri solisti hanno cantato la sinfonia n.9 di Beethoven. Inoltre per la prima volta in Italia nella prima dell’opera “La Boheme” tutte le prime sei parti sono state rappresentate da solisti di Astana Opera.
Nel nostro repertorio ci sono non pochi spettacoli nella produzione nei quali sono stati coinvolti registi, conduttori, artisti e cantanti italiani. Hanno avuto luogo le prime di “Aida” di Verdi, nella produzione della regista e del noto scenografo Franco Zeffirelli, “Tosca” di Verdi, nella produzione di L.Ronconi etc.
I maestri del design teatrale italiano Ezio Frigerio e Franca Squarciapino (già premio Oscar) stanno programmando e creando l’ottavo spettacolo con “Astana Opera”. L’arte del Kazakistan ispira gli artisti teatrali di talento che collaborano con grande piacere con il nostro teatro. Per la prima volta dall’esistenza del balletto “La fontana di Bachcisaraj” è stato presentato un allestimento artistico fatto da designer europei. Ancora una produzione dei maestri italiani in “Astana Opera” è stata l’opera “Abai” di A. Zhubanov e L. Khamidi. La squadra italiana-kazaka nella quale erano presenti il regista Giancarlo del Monaco e il conduttore Alan Buribayev conduttore principale del teatro, pronipote del grande compositore kazako, A.Zhubanov. Insieme hanno creato veramente un’opera d’arte. Adesso il famoso tandem sta preparando la prima del balletto “Don Chisciotte” di Minkus, sotto la produzione della direttrice artistica della compagnia del balletto di “Astana Opera”, rettore dell’Accademia Nazionale di Danza, e Artista del popolo della Federazione Russa, Altynai Assylmuratova.”

Domus Europa ringrazia il Dott. Akhmedyarov per cortesia e disponibilità.

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