Abai, il capolavoro della lirica kazaka

Dopo ‘Un americano a Parigì il Carlo Felice di Genova propone ‘Abai’, l’opera ritenuta capolavoro del teatro lirico in lingua kazaka. L’appuntamento è per giovedì 8 novembre (ore 20), un’unica recita messa in scena dal teatro dell’Opera di Astana con il quale la Fondazione lirica genovese ha una collaborazione ormai pluriennale.

‘Abai’ è stata composta nel 1944. La musica è di Latyf Khamidi e Akhmet Zhubanov che si sono ispirati a canzoni popolari del Kazakistan. Il libretto porta la firma di Mukhtar Auezov. L’opera ha come protagonista Abai Kunanbaev (1845-1904), il poeta nazionale del Kazakistan. Una figura leggendaria per il suo Paese: fondò la letteratura kazaka, che prima di lui si limitava a una poesia non scritta, al canto anonimo di un popolo nomade delle steppe tramandato oralmente di generazione in generazione. Il testo di cui è protagonista non lo celebra solo come intellettuale ma anche come punto di riferimento etico e morale: la storia racconta, infatti, dell’impegno di Abai per superare i conflitti tra clan che ostacolano le nozze tra il suo allievo prediletto, Aidar, con l’amata Ajar.

Sul podio dell’Orchestra del Coro e del Corpo di Ballo del Teatro di Astana ci sarà il direttore principale Alan Buribayev, giovane musicista kazako, diplomato presso il Conservatorio di Almaty in Kazakistan. La regia di Giancarlo Del Monaco viene ripresa da Yesmukhan Obayev, le scene sono firmate da Ezio Frigerio, i costumi sono di Franca Squarciapino, progettazione di Sergio Metalli, luci Vinicio Cheli e coreografie di ursynbek Nurkaliyev/Galiya Buribayeva. Il cast prevede Sundet Baigozhin (Abai), Maira Mukhamedkyzy (Azhar), Nurlan Bekmukhambetov (Aidar), Beimbet Tanarykov (Azim) e inoltre Yevgeniy Chainikov, Tatyana Vitsinskaya, Talgat Galeyev e Barseg Tumanyan.

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